Quando si pensa all'Africa, si pensa subiti ai parchi, agli animali, ad immense foreste,savane e piu' su al nord ad infinite distese di sabbia fino a lambire le coste del Mar Mediterraneo.

Tutto vero, ma se tanti conoscono le celeberrime montagne, Kilimanjaro,Kenya e Ruwenzori, rese celebri dall'omonimo libro scritto da Franco Rho, oppure “Le nevi dell'Equatore”, della cara amica Mirella Tenderini, oppure ancora, “Fuga sul Kenya” di Felce Benuzzi, pochi sanno o immaginano che cime spesso innevate che superano anche i 4000 metri si trovano un po' in tutto il Nord Africa, quasi a rendere incredulo il viaggiatore.

Eccoci in Marocco, con il Medio Atlante ed Alto Atlante, la cui catena termina da ovest ad est in Algeria. Qui il Toubkal raggiunge la quota di 4167 metri ed e' la patria dello sci-alpinismo, calcolando anche tutte le cime satelliti. Veri e propri rifugi alpini, in stile Alpi. Guide alpine e per la logistica ed il trasporto asini per caricare tutto il materiale per i trasferimenti. Addirittura si puo' tranquillamente sciare fino a primavera inoltrata. Altre cime notevoli, dove il trekking, la mountain-bike e l'arrampicata trovano terreno fertile sono il Massiccio di Mgoun, il Djebel Siroua e il Djebel Sahro.

Parliamo di quote che vanno dai 2500 agli oltre 4000 metri di quota. Direi che possiamo proprio parlare di Alpi d'Africa. Ho accennato prima all'Algeria dove a sud invece si parla di Dolomiti del Sahara. Vere e proprie cattedrali di roccia rese celebri, come nel caso del Garet el Djenoun(la montagna degli spiriti), da Roger Frison Roche. Ho vissuto in prima persona, quanto le vecchie guide tuareg, per nulla al mondo dormirebbero o farebbero campo nelle sue vicinanze, con occhi terrorizzati e poca voce raccontano di sparizioni, di giovani mai piu' tornati nei loro accampamenti.

Meraviglioso il libro del grande alpinista ed esploratore francese: “Arrampicate nell' Hoggar”. Se da Tamanrasset capitale dell'Hoggar, posta a 1400 slm prendiamo la pista che ci condurra' all'Assekrem in soli 65 km ci troveremo a quota 2786. Qui c'e' il Rifugio dell'Assekrem ed il famoso eremo dove visse Pere de Foucauld: a lui si deve il grandioso dizionario francesetamascek, la lingua parlata dai Tuareg. Da lassu' si potra' godere dell'alba piu' bella al mondo, universalmente riconosciuta. I padri bianchi che vivono eremiti e che regolarmente dicono messa, offrono il te' rosso, e qualche biscottino per colazione, per riscaldare corpo e spirito. In questa regione, vie protette e da proteggere sono state la patria di vere e proprie spedizioni internazionali, basti pensare a Mariacher, Petit, Bodet ed ai Ragni di Lecco.

Sempre piu' a sud penso subito alle imponenti pareti della Mano di Fatima in Mali o al monolite piu' grande dell'emisfero settentrionale in Mauritania-Ben Amira. Ma il nostro viaggio attraverso le montagne d'Africa o per meglio dire del Nord Africa o del Sahara non e' ancora terminato. In Niger ad esempio troviamo il Massiccio dell'Air, considerato un vero e prorio giardino sahariano per via del verde dei suoi giardini e delle sue oasi, ma con montagne che sfiorano i 2000 metri di quota.

montagne d africa 2

Ed infine il Ciad dove nella regione del Tibesti e dell'Ennedi le cime vanno dai 1500 agli oltre 3300 metri. Come da Noi sule Alpi, i popoli che abitano in montagna a prima vista possono forse apparire chiusi o un po' burberi, ma basta un attimo un sorriso ed ovunque, che sia sotto una tenda, in un piccolo villaggio ecco spuntare un invito a bere un te' rosso o verde che sia, ed a condividere un pasto caldo, magari cus cus al posto della polenta.

Spesso ci verra' invitati anche a passare la notte, cosa che fa sempre un gran piacere, visto che anche in estate a certe quote fa freddo, molto freddo ed allora un fuoco acceso od un camino ci faranno sentire un'unica grande famiglia.

Fabrizio Rovella

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