Saharamonamour e Guido Orlandi, presentano: Andando, "La mia prima volta in Sud America"

Era l'ormai lontano 2007, mancavano alcuni mesi alle vacanze, mi trovavo nel pieno degli impegni di lavoro e sapevo che quell'anno, non avrei potuto ritagliarmi uno spazio diverso da quello agostano, come ero riuscito a fare altre volte.
Mi ronzava in testa il Sud America, una terra che non so per quale motivo ancora non avevo mai toccato con i piedi, anzi no, non è del tutto vero, ero stato in Brasile per lavoro ma non era la stessa cosa..
Mi sono sempre piaciuti i ritorni e spesso dopo aver scoperto i luoghi che poi ho amato, ci sono tornato più volte, esplorare nuovi sentieri mi è sempre piaciuto ma sentirmi a casa da qualche parte del mondo e scoprire che c'era e ci sarà sempre molto altro, forse mi piace ancora di più
Ma quella volta scartai l'ennesimo viaggio in Centro America dove ero stato oramai tante volte e come ogni tanto mi succede, guardai da un'altra parte, mi concentrai su quel paese che da sempre avevo considerato un pezzo d'Italia oltreoceano, forse per questo lo avevo sempre scartato, aveva fama di essere l'Europa del Sud America.

Uno dei tanti luoghi comuni legati all'Argentina, era rappresentato dalla tanta immigrazione Europea e soprattutto Italiana, la conoscenza della cultura Argentina era legata principalmente a Buenos Aires, al Tango e alla temperamento europeo di questa città.
Ma L'Argentina non è solo Buenos Aires o al massimo Il Perito Moreno e le Cascate di Iguazù, forse questi sono solo i luoghi simbolo che meglio la rappresentano? Forse,.. ma solo per chi guarda a questo paese in modo piuttosto superficiale e frettoloso.
Iniziai allora a documentarmi sulla "Republica Argentina" e come faccio sempre a consultare carte geografiche e mappe. Google Earth era la grande novità del momento e mi fu di grande aiuto, avere un'idea di come è fatto il territorio che ti circonderà, rimane sempre una mia grande passione.
L'Argentina è grande e si divide in due nazioni, Porteňos (abitanti di Buenos Aires) e Argentinos, (tutti gli altri) quando ci andrete lo capirete!
Io dovevo concentrarmi in una zona, escludendo la Patagonia dove sarebbe stato inverno pieno, le Ande non potevano essere escluse dal mio giretto.. quindi? Ande si ma a nord! (mettetevi bene nella testa che a nord fa caldo e a sud fa freddo, sembra scontato ma mica tanto..).
Volevo una macchina, magari una 4x4, ho sempre viaggiato in auto dove possibile, leggendo e informandomi avevo capito che volendo passare in certe zone sarebbe stato meglio avere un veicolo a trazione integrale e alla fine trovai una camioneta Toyota, (Hilux) i pick up sono molto diffusi e sono i mezzi più adatti per quelle zone, salvo che non sia abbia a disposizione un mezzo 4x4 chiuso preparato.
Scopro che il nord delle Ande si chiama NOA (Nord est Andino) perché il nord est è pianura!
Scopro che nell'Argentina del Nord Ovest passa una delle Strade più lunghe del mondo? quasi 5000 km azz… mi piace la cosa! E questa strada ha uno dei passi andini più alti del continente americano? mi piace ancora di più.. 4920 metri sul livello del mare? ma da noi a 4920 metri, hai superato il Monte Bianco e ci vuoi andare con una strada in inverno? penso.. vediamo.. però sarei al tropico del capricorno.. beh allora cambia tutto,! deciso, vado, si inizia da Salta, chiamata dagli Argentini: Salta la Linda, cioè la bella!

Il noleggiatore mi aveva fatto il permesso anche per il Cile e la Bolivia, cosa che a me sembrava normale, mi accorsi poi nei viaggi successivi che era stato un mezzo miracolo, pratica rivelatasi sempre più complicata e difficile da ottenere con il passare del tempo.
E cosi partii per Buenos Aires i primi di agosto del 2007, tredici anni fa, sembra ieri, ehmmm dimenticavo, da solo, perché Antonella mi aveva mollato a causa di problemi familiari, e io dopo tanti tentennamenti, decisi di partire lo stesso e mai decisione fu cosi felice, uno dei viaggi più belli della mia vita!.
Il primo in assoluto in questi paesi, da quel viaggio ho imparato godere con me stesso le emozioni e a non desiderare necessariamente di condividerle con altri!
Alla fine, come sempre avevo in tasca un programma non programma, mi ero informato il più possibile ma non sapevo di preciso cosa avrei fatto, avevo un'idea ma solo strada facendo avrei potuto capire se realizzabile o meno e non avevo voglia che qualcuno mi dicesse quello che avrei potuto o non potuto fare.
Vamos…
Arrivo a Salta dopo un cambio di aereo A Buenos Aires e la prima sola (pacco se volete)è in agguato, all'aeroporto arrivo alle undici di sera, in orario ma non c'è nessuno, taxi e hotel, al mattino mi presento dal noleggiatore che di fatti era una piccola agenzia di tour locali e mi ritrovo di fronte una coppia di paffutelli quarantenni di origine Italiana, Lei deve rappresentare da queste parti l'Italiana? boh, capelli scuri, baffi e basette, ambedue intorno al metro e sessantacinque, tra un Mate e l'altro mi spiegano che la macchina non è pronta (seconda sola) perché c'è stato un contrattempo (non si sa quale) devo aspettare..
Ho aspettato due giorni, nei quali mi sono girato Salta (città bellissima) preso la funicolare, speso un po’ di soldi in un negozio per Gauchos pieno di pelli "de cuero de vaca" che poi scoprirò non essere solo vacca ma altri animali a me ignoti a quei tempi ma che ora conosco benissimo, il carpincho (capibara) Guanaco, Vigogna ecc ecc .. visitato il museo, gironzolato a piedi, conosciuto gente.. ecc. ecc..
Intanto scopro che fa freddino.. saremo anche al tropico del capricorno ma agosto è uguale a gennaio e Salta è solo a mille metri, figuriamoci quando salirò.. il sole però c'è!
Mi presento per ritirare il veicolo ancora prima che aprisse il negozio tanto avevo voglia di partire.
Alejandro (si chiamava così) indossava lo stesso maglioncino della prima volta, costellato di patacche di non so che ma a giudicare da quanto mate beveva, doveva essere quello.
Finalmente! "El vehiculo" la Hilux, sbrigo le pratiche, controllo il mezzo e vado..
L'agenzia era in centro e io non avevo un gps, vedo il cartello che indica "Ruta Nacional 40 Jujuy" VAMOS!

E così Andando, un po’ alla volta ho capito che era tutto molto più facile di quanto immaginassi e soprattutto di una bellezza da allucinazioni!
Niente mete, se non quelle che ci si prefigge strada facendo, in questo modo, partendo da Salta e ritornando a Salta ho descritto in tre settimane un grande anello tra Argentina Cile e Bolivia, attraversando Salares, vulcani fumanti, lagune colorate e canyon, percorrendo strade sterrate sabbiose e di lapilli senza incontrare nessuno per centinaia di chilometri e avendo come apice più a nord il Salar più grande del Mondo, Uyuni, bianco come la neve fresca, duro come la pietra e grande quasi 4 volte la Val d'Aosta.

Guido Orlandi